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Fino al 30/9/2010 promozione del 15% sul catalogo di Mondadori

Beda (il Venerabile)

Storia degli inglesi - vol. II

Mondadori - Collana: Scrittori Greci e Latini (Fond. L. Valla) - Serie: Testi medievali

Pagine 800 - Formato 13x20,3 - Anno 2010 - ISBN 9788804594185
Argomenti: Classici greci e latini, Storia medievale, Storia europea
Normalmente spedito in 3-5 gg. lavorativi

 Prezzo di copertina € 30.00

Promozione fino al 30/9/2010 - Prezzo: € 25.50
Sconto promozionale 15.00%
- Risparmio € 4.50

 
Novità    



Note: Traduzione di Paolo Chiesa - A cura di Michael Lapidge

Caratteristiche: rilegato, con sovraccoperta

 

Note di Copertina

Sono passati circa 284 anni dall'arrivo degli Angli nell'isola che da loro prenderà il nome, l'Inghilterra. Finalmente, ora, regna la pace: i «Britanni» continuano, è vero, a combattere pervicacemente per il loro computo errato della Pasqua, ma gli Inglesi e gli Scozzesi sono stati felicemente riacquistati alla fede cristiana (cattolica e romana), e vivono in armonia. «Questa è la situazione attuale di tutta la Britannia, nell'anno del Signore 731.» Così termina la Storia degli Inglesi di Beda. Un uomo leggermente balbuziente, chiuso per tutta la sua vita nei monasteri di Wearmouth e Jarrow. Ma dotato dell'«ardente spiro» del quale Dante lo vede fiammeggiare nel Cielo dei Sapienti. Commentatore della Bibbia, autore di vite di santi e di poesia, di trattati sul computo del tempo, sulla metrica, l'ortografia e la scienza naturale, Beda è il primo a impiegare con coerenza la datazione dalla nascita di Cristo. La sua Storia (Historia ecclesiastica gentis Anglorum), della quale la Fondazione Valla completa con il secondo volume la prima edizione critica in quarant'anni, è la più bella opera storiografica del Medioevo. Dalla missione che parte dal Celio, a Roma, per la riconversione della Britannia abbandonata dalle legioni e occupata dagli Angli e dai Sassoni, ai conflitti con gli inviati irlandesi, che computano la Pasqua in maniera differente, tutto, in essa, è organizzato con mano sapiente e narrato col piglio dello scrittore di razza. Ma tutto, anche, ha l'aura delle origini e il passo della meditazione sugli accadimenti: se Beda vuole ancorare a Roma l'alba delle vicende inglesi è perché quella che Agostino, il missionario inviato da Gregorio Magno, e poi Adriano e Teodoro, portano in Inghilterra è una nuova cultura. Ben presto, essa fiorisce anche per mezzo degli stessi abitanti dell'isola, come l'abate Biscop «chiamato Benedetto», e Cædmon, il primo poeta inglese. Fratello nel monastero della badessa Hild, Cædmon non sa cantare. Ma una notte gli appare in sogno una figura che gli ordina: «Cantami qualcosa». Quando Cædmon risponde che non lo sa fare, la voce replica imperiosa che deve però farlo per lei. Il poveretto domanda allora cosa debba cantare. «Principium creaturarum», si sente dire. La poesia inglese inizia, appropriatamente, con il Principio: con la Creazione.


 


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